Solanum dulcamara - La Pianta Officinale - Dulcamara

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Solanum dulcamara - La Pianta Officinale

Solanum Dulcamara

Descrizione

Pianta caducifoglia, lianosa, rampicante con rami lignificati lunghi sino a 4-5 m e con tralci d’annata erbacei, scandenti o prostrati di 1-2 m, verdi o rossastro-porporini negli internodi superiori. Foglie sparse con picciuolo di 2-4 cm e lamina lunga 4-10 cm, intera ovato-lanceolata, semplice o profondamente lobata alla base a simulare foglie composte. Infiorescenze in cime ombrelliformi con numerosi fiori penduli, a calice ridotto con 5 lobi di i mm, arrotondati, ovato-cuspidati con margine scarioso di poco più di 0,1 mm; corolla violacea con 5 petali lanceolati provvisti di minuti peli all’apice. Antere subsessili, lunghe 3-7 rum; prima verdastre, poi, a maturità, decisamente gialle e strettamente addossate l’un l’altra, lasciando fuoruscire dal centro uno stilo lineare con stimma appuntito. Frutto: bacca rotonda od ovoidea di 10-15 mm, di colore rosso vivo a maturità.

Habitat

È comune lungo i fossi di campagna. Infatti questo piccolo frutice, dal portamento strisciante o rampicante.

Solanum dulcamara: specie officinale tossica della famiglia delle solanacee

Proprietà

Al pari delle radici di Polypodium vulgare, una felce della nostra flora che cresce nei boschi, la dulcamara era apprezzata dai ragazzi che la raccoglievano per succhiarne gli stipiti. Era considerata un povero succedaneo della liquirizia, un tempo costosa e quasi introvabile. La sua particolarità è che il sapore, dapprima amaro si trasforma poi in un piacevole e persistente dolce. I nostri vecchi erano consapevoli che si trattasse di una pianta tossica, perciò ne sconsigliavano l'uso. Effettivamente la dulcamara è una pianta dotata di una certa tossicità, come tutte le solanacee, quindi in dosi eccessive può provocare vomito, nausea, vertigini e, in base alla quantità ingerita, anche convulsioni. La sua applicazione principale, nella tradizione contadina, era nella cura della gotta, oltre che come ottimo depurativo generale. Sicuramente questa pianta possiede attività diaforetica: provoca intensa sudorazione, responsabile dell’effetto depurativo e della eliminazione degli acidi urici che sono la causa principale di questa malattia.

Tipo Biologico

Fanerofita lianosa caducifolia.

Fenologia

La fioritura è per lo più estiva, ma in rapporto all’altitudine varia dal mese di maggio alla fine dell’estate. Le bacche sono mature ad agosto-ottobre.

Areale

Specie a larga distribuzione si rinviene in tutta Europa, ad eccezione delle regioni più settentrionali e, a Sud, nell’isola di Creta. Si ritrova ancora nella penisola anatolica ed in Algeria e Marocco.

Ecologia

Specie mesofila di ambienti freschi e ricchi di sostanza organica, predilige i fontanili, i bordi dei corsi d’acqua dove si adagia sulle siepi e, talora, anche sugli alberi. In Sardegna si riscontra dal livello del mare sino a 1300 m di altezza.

Note Etnobotaniche

Pianta medicinale da cui si estraggono alcoloidi come la solanina, è tossica in tutte le sue parti.
 
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